Quel cattivo odore del compost che ti arriva addosso appena sollevi il coperchio non è “normale”, e spesso è anche un messaggio chiarissimo: qualcosa sta andando nella direzione sbagliata. La buona notizia è che, quasi sempre, si tratta di un errore comune e correggibile in poche mosse, anche senza strumenti speciali.
L’errore più comune: troppo “verde”, troppa acqua, poca aria
Il compost funziona bene quando la decomposizione avviene in modo aerobico, cioè con ossigeno. Quando invece il cumulo diventa troppo umido e compatto, l’aria smette di circolare e prendono il sopravvento processi anaerobici: fermentazioni e putrefazioni che producono odori forti, spesso simili a marcio, uova, pesce.
Il colpevole tipico è lo squilibrio tra:
- materiale verde (ricco di azoto e spesso bagnato): scarti di cucina, erba fresca, fondi di caffè, bucce
- materiale marrone (ricco di carbonio e secco): foglie secche, paglia, cartone non stampato, rametti triturati
Se metti tanti scarti umidi senza abbastanza “secco” strutturante, il cumulo si appesantisce, si incolla su se stesso e smette di respirare. A quel punto non stai più facendo compostaggio, stai alimentando una piccola palude fermentante.
Come riconoscere subito se è questo il tuo caso
A volte basta un colpo d’occhio, altre volte serve infilare una paletta e “sentire” la consistenza. Ecco i segnali più chiari:
- Odore di putrido o di marcio: tipico di mancanza di ossigeno
- Massa fangosa, pesante, appiccicosa, che non si sbriciola
- Presenza di liquidi sul fondo (percolato) e pareti interne sempre bagnate
- Nel lombricompost, se senti cattivo odore e i lombrichi tendono a scappare verso i bordi o a salire, è spesso un ambiente troppo umido e fermentante
Se invece l’odore è solo “di bosco” o “di terra”, anche se intenso, sei sulla strada giusta.
Intervento d’emergenza: come salvare un compost che puzza
Quando l’odore è già partito, l’obiettivo è uno solo: riportare aria e ricostruire la struttura del cumulo.
Aggiungi materiale marrone secco in abbondanza
Foglie secche, paglia, trucioli, cartone a pezzi (non lucido e non stampato). Aggiungine finché la massa non appare più “lucida” e bagnata, ma più granulosa e leggera.Gira e arieggia
Rivolta il cumulo con un forcone, rompendo i grumi. Se hai una compostiera chiusa, estrai e rimescola almeno la parte centrale (è lì che spesso manca ossigeno).Riduci l’umidità in eccesso
Se è fradicio, lascia il cumulo più scoperto (quando il meteo lo consente) o migliora il drenaggio, ad esempio mettendo sul fondo rametti e materiale grossolano.Piccoli aiuti naturali, solo se necessari
Un leggero spolvero di cenere di legna, un po’ di carbone o una punta di bicarbonato può aiutare ad assorbire umidità e attenuare l’acidità. Non esagerare: la soluzione vera resta sempre equilibrio e ossigeno.
La regola che evita quasi tutti gli odori: 3 a 1
Una regola pratica semplice, che funziona sorprendentemente bene: 3 parti di marrone per 1 parte di verde (in volume).
Per renderla ancora più facile:
- ogni volta che aggiungi scarti di cucina, coprili con uno strato di secco
- se l’erba tagliata è tanta, non buttarla tutta insieme, mescolala a foglie secche o cartone
Pensa al marrone come alla “spugna e intelaiatura” del compost: assorbe, separa, crea aria.
Cosa evitare (o gestire con molta cautela)
Alcuni materiali aumentano drasticamente il rischio di puzza e problemi:
- carne, pesce, latticini, grassi
- deiezioni animali non gestite correttamente
- grandi quantità di erba fresca in un colpo solo
Non è una questione morale, è fisica: questi materiali fermentano facilmente e attirano anche ospiti indesiderati.
Il risultato che cerchi: umido come una spugna strizzata
Quando il compost è sano, lo “senti” tra le dita: umido ma non gocciolante, soffice, con un odore di terra. Se oggi il tuo cumulo puzza, la risposta più concreta è questa: hai probabilmente troppo verde e troppa acqua, quindi meno ossigeno. Correggi struttura e aerazione, e in pochi giorni l’odore cambia, spesso in modo sorprendente.




