C’è una domanda che torna sempre, quando ci ritroviamo davanti a una fetta morbida e perfettamente quadrata: sai qual è la storia del pancarrè? E soprattutto, dove è nato davvero, e perché si chiama così? Ti avviso, è una di quelle storie che profumano di forno caldo e di leggenda, con un finale sorprendentemente moderno.
Dove nasce il pancarrè (e perché Torino torna sempre)
La tradizione più citata colloca la nascita del pancarrè nella Torino dell’Ottocento. Non stiamo parlando di una certezza scolpita negli archivi, ma di un racconto che la città si porta addosso come un cappotto elegante: plausibile, affascinante, eppure difficile da provare con documenti ufficiali.
Quello che possiamo dire con una certa serenità è che il contesto ci sta tutto. In una città in pieno fermento artigianale, dove il pane era anche un gesto sociale, l’idea di un pane in cassetta dalla forma regolare non è affatto assurda. E qui entra in scena la parte più teatrale.
La leggenda del boia e il pane “impossibile da capovolgere”
Secondo la tradizione popolare torinese, il pancarrè sarebbe nato come risposta furba a un conflitto tra i panettieri e il boia locale. Il boia, per ovvi motivi, non era esattamente il personaggio più amato in città, e pare che i fornai avessero preso l’abitudine di servirgli il pane capovolto, un gesto di disprezzo piccolo ma chiarissimo.
Quando il boia si lamentò con le autorità, arrivò un divieto: niente più pane servito al contrario. A quel punto, i panettieri avrebbero escogitato una soluzione geniale, quasi da commedia: creare un pane dalla forma di “mattone”, uguale sopra e sotto, così da poterlo capovolgere senza che fosse evidente.
Ecco perché questa leggenda è così tenace: spiega in modo semplice e memorabile una caratteristica reale, la forma regolare e “simmetrica” del pancarrè.
Detto questo, è importante essere onesti: questa è una leggenda, un racconto che mescola storia cittadina e folklore. Non esistono prove definitive che confermino l’episodio così come viene narrato. Ma, come succede spesso in cucina, anche le leggende servono a raccontare un bisogno vero: trovare un pane pratico, uniforme e adatto a nuovi usi.
Perché si chiama così: il francese che non ti aspetti
Il nome è uno dei dettagli più gustosi. Pancarrè deriva dal francese pain carré, cioè “pane quadrato”. E qui viene il bello: nonostante il nome francese, questo prodotto risulta sostanzialmente sconosciuto in Francia, almeno nella forma e con questa denominazione, e non ci sono attestazioni chiare precedenti al 1900 che lo rendano un classico d’Oltralpe.
All’epoca, però, usare termini francesi per gastronomia e buone maniere era quasi una moda. Un po’ come dire “boutique” invece di negozio, faceva subito più fine. In una città come Torino, con un gusto molto europeo, l’etichetta francese poteva attecchire facilmente.
Dalla fetta perfetta alla modernità: l’affettatura industriale
E adesso arriviamo al passaggio che chiarisce un equivoco comune: il pancarrè affettato, quello che oggi diamo per scontato, è figlio della modernità.
La prima documentazione tecnica importante arriva dagli Stati Uniti: nel 1917 l’ingegnere Otto Frederick Rohwedder progettò una macchina per affettare il pane in modo industriale, poi commercializzata nel 1928. Tradotto: l’idea della fetta uguale e ripetibile, quella che ha cambiato colazioni e merende, ha una spinta decisiva dall’innovazione meccanica.
Il momento in cui diventa “pane da tramezzino”
A Torino, però, succede qualcosa di molto concreto negli anni Venti. Angela Demichelis e Onorino Nebiolo, italo-americani, tra 1925 e 1926 aprirono il Caffè Mulassano in piazza Castello e iniziarono a usare il pancarrè per creare tramezzini e toast. Qui il pane non è più solo pane, diventa un supporto perfetto: morbido, regolare, facile da farcire, elegante da servire.
Se ci pensi, è proprio questo il segreto del suo successo.
In sintesi: cosa sappiamo davvero (e cosa no)
- Origine più raccontata: Torino, Ottocento, ma con prove limitate.
- Origine leggendaria: il boia e il pane “simmetrico” (affascinante, non documentata).
- Nome: dal francese pain carré.
- Diffusione moderna: grazie a affettatura industriale e cultura del tramezzino.
Alla fine, la risposta che cercavi è questa: il pancarrè probabilmente nasce come idea urbana torinese, poi diventa moderno quando tecnologia e locali alla moda lo trasformano nel pane della praticità. E il suo nome, francese solo in apparenza, è il dettaglio che lo rende ancora più irresistibile da raccontare.


