Ti basta voltarti un attimo, una carta di stagnola fruscia, e il tuo cane ha già “trovato il tesoro”. Il problema è che quel tesoro, il cioccolato, per lui può diventare una trappola seria, anche quando sembra una dose minuscola. E sì, la parte più inquietante è proprio questa: non serve che ne mangi tanto perché inizi il guaio.
Il vero colpevole: teobromina (e un po’ caffeina)
Quando un cane mangia cioccolato, non è lo zucchero a creare il danno principale, bensì la teobromina, una sostanza naturale del cacao, simile alla caffeina. Noi umani la smaltiamo abbastanza in fretta, il cane invece la metabolizza molto lentamente, quindi tende ad accumularla.
E qui scatta il rischio di avvelenamento: il corpo del cane resta “sotto effetto” più a lungo, con conseguenze che possono aumentare nel tempo, soprattutto se l’ingestione si ripete.
Vuoi una regola pratica che spesso sorprende? Più il cioccolato è “cacao”, più è pericoloso.
Fondente, latte, cacao: non sono uguali
Il punto non è solo “ha mangiato cioccolato”, ma che tipo di cioccolato era.
- Cacao in polvere: è tra i più ricchi di teobromina, quindi tra i più rischiosi.
- Cioccolato fondente: molto più pericoloso del cioccolato al latte.
- Cioccolato al latte: in genere contiene meno teobromina, ma non significa che sia sicuro.
- Dolci al cacao (torte, biscotti): possono sembrare innocui, ma a volte sommano piccole quantità in modo ingannevole.
In termini di tossicità, già intorno a 20 mg di teobromina per kg di peso possono comparire i primi segni di intossicazione. E questo spiega perché un cane piccolo possa star male anche con un singolo “assaggio”.
Cosa succede davvero: i sintomi da non sottovalutare
I segnali possono comparire anche dopo un po’, e spesso partono in modo “banale”, come se fosse solo un’indigestione. Poi però possono intensificarsi.
Ecco i sintomi più tipici:
- Vomito e diarrea
- Irrequietezza, nervosismo, iperattività
- Aumento della sete e pipì più frequente
- Battito accelerato, fino a possibili aritmie
- Tremori, disorientamento, convulsioni nei casi gravi
- Nei quadri importanti: collasso, fino a coma e morte, soprattutto nei cani di piccola taglia
In pratica, la teobromina stimola e “sovraccarica” vari sistemi, in particolare cuore e sistema nervoso. È per questo che non va trattata come una semplice marachella.
Perché può essere pericoloso “anche in piccole dosi”
Qui sta la parte che molti ignorano. Non esiste una quantità universalmente “tranquilla”, perché contano:
- peso del cane
- tipo di cioccolato
- quantità totale
- tempo trascorso
- ingestione singola o ripetuta
Un cubetto può bastare per un cane molto piccolo. E con il fondente a volte bastano pochi grammi per raggiungere una dose potenzialmente tossica anche in un cane di 15–20 kg.
Il rischio più subdolo? L’“avvelenamento strisciante”: piccoli bocconi ripetuti (biscotti al cacao, briciole di torta) che sembrano irrilevanti, ma sommano teobromina che il cane elimina lentamente.
Cosa fare subito se il cane ha mangiato cioccolato
Qui vale una sola strategia: agire in fretta e con metodo.
- Chiama immediatamente il veterinario o un pronto soccorso veterinario, anche se ti sembra poca quantità.
- Preparati a dire:
- peso del cane
- tipo di cioccolato (fondente, al latte, cacao, dolce)
- quantità stimata
- ora dell’ingestione
- Non improvvisare: non indurre il vomito da solo senza istruzioni, può essere pericoloso in alcuni casi.
- Segui le indicazioni: potrebbero servire osservazione, fluidoterapia e farmaci mirati per cuore e sistema nervoso, a seconda della gravità.
Se hai la confezione, tienila: gli ingredienti aiutano a capire quanto cacao, e quindi quanta teobromina, ci fosse.
Prevenzione: la “mossa furba” che evita il panico
La prevenzione è più semplice di quanto sembri, ma richiede zero eccezioni:
- Non dare mai cioccolato o prodotti al cacao al cane, nemmeno “solo un pezzettino”.
- Metti cioccolato, cacao e dolci in posti irraggiungibili, soprattutto durante feste e ricorrenze.
- Avvisa chi vive con te, bambini compresi, che non è un premio, è un rischio.
In fondo, la lezione è chiara e un po’ scomoda: per un cane non esiste una “dose sicura” da offrire volontariamente. Il cioccolato contiene teobromina, e la lenta eliminazione può trasformare anche un piccolo morso in un problema reale. Se succede, trattalo come un’emergenza e fatti guidare dal veterinario, senza aspettare che compaiano i sintomi. E se vuoi un punto di partenza per capire la sostanza coinvolta, la parola chiave è teobromina.


