5 migliori rimedi casalinghi che ti aiuteranno a sgonfiare le tonsille

Capita sempre nel momento meno opportuno: senti la gola graffiare, deglutire diventa un’impresa e allo specchio noti che le tonsille sono più “piene” del solito. Quando si parla di sgonfiare le tonsille in modo rapido, soprattutto in caso di fastidio lieve, spesso ci si rifugia nei rimedi casalinghi più citati, quelli che si tramandano e che, con un po’ di buon senso, possono davvero dare sollievo.

Prima di iniziare, chiarisci una cosa importante

Se sospetti una tonsillite, l’obiettivo dei rimedi domestici non è “curare tutto”, ma alleviare gonfiore e dolore, mantenere la mucosa idratata e favorire un recupero più confortevole.

Detto questo, ci sono segnali che non vanno ignorati, li trovi più sotto. Intanto, ecco i 5 rimedi più gettonati, con istruzioni pratiche.

1) Gargarismi con acqua salata tiepida

È uno di quei gesti semplici che sembrano banali, finché non li fai con costanza. Il sale, in soluzione, può aiutare a “pulire” la mucosa, ridurre la sensazione di irritazione e dare un contributo al controllo della carica batterica superficiale.

Come fare

  • Sciogli ½ o 1 cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua tiepida (non bollente).
  • Fai gargarismi per circa 30 secondi, poi sputi.
  • Ripeti 2-4 volte al giorno, specialmente dopo i pasti.

Consiglio pratico: se brucia troppo, riduci leggermente il sale e rendi l’acqua appena tiepida.

2) Miele (da solo o con limone)

Il miele è una piccola coccola, ma anche un alleato concreto: è lenitivo, può calmare il bruciore e rendere la deglutizione meno “tagliente”. Con un po’ di limone, molte persone percepiscono un effetto rinfrescante, anche se il gusto è personale.

Come usarlo

  • 1 cucchiaino di miele da solo, lentamente.
  • Oppure sciolto in acqua o tisana tiepida (mai bollente, per non rovinarne le proprietà).
  • Se vuoi, aggiungi qualche goccia di limone.

Nota di sicurezza: il miele non va dato ai bambini sotto 1 anno.

3) Tisane calde lenitive, la gola ringrazia

Quando la gola è in fiamme, una tisana calda sembra quasi “riempire” lo spazio irritato con qualcosa di morbido. Qui entrano in gioco piante tradizionalmente usate per il loro effetto calmante e, in alcuni casi, antisettico.

Tra le più citate:

  • Camomilla (più delicata, spesso ben tollerata)
  • Malva (apprezzata per l’effetto emolliente)
  • Salvia (nota per il supporto nel cavo orale)
  • Timo (aroma balsamico, utile quando c’è anche muco)

Preparala e bevila tiepida, a piccoli sorsi, più volte al giorno. Se ti va, alterna tisane diverse, così non ti stanchi.

4) Gargarismi “alternativi”, bicarbonato o aceto di mele (con criterio)

Qui vale una regola: meno è meglio. L’idea è sfruttare ingredienti comuni per un’azione di supporto, senza irritare ulteriormente la mucosa.

Opzioni frequenti:

  • Bicarbonato: sciogli ½ cucchiaino in un bicchiere di acqua tiepida, fai gargarismi e sputi. È spesso citato per l’effetto sul pH orale.
  • Aceto di mele: sempre molto diluito (per esempio 1 cucchiaino in un bicchiere d’acqua), gargarismi brevi, poi risciacquo con acqua. Se il gusto è troppo aggressivo, una punta di miele può renderlo più tollerabile.
  • Liquirizia (decotto o spray): in alcune fonti è indicata per un effetto antinfiammatorio locale. Attenzione però se hai pressione alta o se ti è stata sconsigliata.

Se uno di questi ti “pizzica” o aumenta il dolore, interrompi: non deve mai peggiorare la sensazione.

5) Idratazione intelligente e cibi morbidi (o freschi)

Sembra il consiglio più semplice, ma è quello che spesso cambia davvero la giornata. Una mucosa secca si irrita di più, una mucosa idratata tende a difendersi meglio.

Punta su:

  • Acqua, piccoli sorsi frequenti
  • Brodi e creme tiepide
  • Yogurt, puree, alimenti morbidi
  • Se ti dà sollievo, anche ghiaccioli o cibi freddi (utile soprattutto per attenuare temporaneamente il dolore)

Evita invece alcol, fumo e cibi molto piccanti o troppo caldi, perché possono aumentare l’irritazione.

Quando serve il medico (senza aspettare)

Contatta rapidamente un professionista se compaiono:

  • febbre alta
  • forte difficoltà a deglutire o respirare
  • dolore intenso su un solo lato, peggioramento rapido
  • pus evidente e abbondante
  • sintomi che durano oltre 3-4 giorni o peggiorano

I rimedi casalinghi possono accompagnare una fase lieve, ma non sostituiscono una valutazione medica, soprattutto in bambini piccoli, in gravidanza o con patologie croniche. Qui la vera “mossa furba” è ascoltare i segnali del corpo e intervenire in tempo.

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